La disciplina della patente a punti dal 19.01.2013

La disciplina della patente a punti
Premessa
Come in molti Paesi della U.E., anche l'Italia ha introdotto il sistema della patente a punti.
Esso mira a valutare la condotta del conducente, decurtando dal proprio documento di guida - in occasione di determinati illeciti - un prestabilito numero di punti.
In alcuni degli articoli contenuti nel Titolo V del vigente Codice della Strada (Norme di comportamento), oltre alla sanzione principale, quasi sempre pecuniaria, è prevista anche la decurtazione dei punti secondo una apposita tabella di cui all'articolo 126-bis del prefato C.d.S..

1. Campo di applicabilità
La decurtazione del punteggio si concretizza quando la violazione per la quale è prevista la sottrazione è commessa:
- dal conducente del veicolo per la cui conduzione è prevista la patente di guida, compresa la nuova categoria AM per la guida dei ciclomotori, il Certificato di Idoneità per la Guida dei Ciclomotori sino alla loro scadenza naturale;
- dal passeggero minorenne. (Esempio per il mancato uso delle cinture di sicurezza)
Conseguentemente non comporta la decurtazione dei punti dalla patente di guida:
- la violazione commessa alla guida di veicolo per il quale non è richiesta la patente (anche se il trasgressore ne è titolare).
- la violazione commessa dal passeggero maggiorenne.
La decurtazione dei punti si applica:
- alle patenti di guida rilasciate in Italia;
- alle patenti di guida rilasciate da Stati dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo riconosciute dall'autorità italiana.
La decurtazione dei punti non si applica:
- ai conducenti dei veicoli appartenenti alle Forze Armate;
- ai conducenti titolari di patente di servizio per il personale abilitato allo svolgimento di compiti di polizia stradale.

2. Il punteggio iniziale
A tutte le patenti di guida rilasciate dal 30/06/2003 viene attribuito un punteggio iniziale pari a 20 punti.
A secondo del comportamento tenuto dal titolare del documento, detto punteggio può essere integrato o decurtato.

3. Norme generali per la decurtazione dei punti
La decurtazione dei punti si verifica ogni qualvolta si commette una o più infrazioni contenute negli articoli del Titolo V del vigente Codice della Strada. A seconda della gravità della violazione commessa, si possono perdere da 1 a 10 punti per ogni singola violazione, e fino ad un massimo di 15 punti qualora vengano commesse contemporaneamente più infrazioni. Se però tra le infrazioni commesse ce n’è una che comporta la sospensione o la revoca della patente, vengono sottratti tutti i punti previsti senza alcuna limitazione.
In ogni caso le decurtazioni possono produrre al massimo l’azzeramento del punteggio che, quindi, non scende mai sotto quota zero.

4. Neopatentati e decurtazione dei punti
Nel corso dei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida - e comunque solo per quelle patenti rilasciate successivamente al 01/10/2003 - i punti persi per ogni violazione vengono raddoppiati, fermo restando il tetto massimo di 15 punti qualora vengano commesse contemporaneamente più infrazioni.
Nel caso dei neopatentati, per il principio del raddoppio del punteggio perso, è possibile che una singola infrazione (per esempio di 8 punti) comporti la decurtazione di oltre 15 punti.
Se però tra le infrazioni commesse ce n’è una che comporta la sospensione o la revoca della patente, vengono sottratti tutti i punti previsti senza alcuna limitazione.
In ogni caso le decurtazioni possono produrre al massimo l’azzeramento del punteggio che, quindi, non scende mai sotto quota zero.

5. Casistiche particolari in relazione alla categoria della patente già posseduta, ad altra conseguita ed al loro rilascio
In merito alla categoria della patente di guida posseduta, alla data suo rilascio ed al conseguimento di successive categorie, esistono alcuni casi che vengono di seguito analizzati:
- Al conducente di veicolo titolare di patente di guida di categoria A rilasciata precedentemente al 01/10/2003 che consegua solo successivamente una patente di guida di categoria superiore si applica, per i primi tre anni, il raddoppio della decurtazione dei punti dalla patente. Anche se l'infrazione è commessa alla guida di un motociclo per il quale è richiesta la categoria A.
- Al conducente di veicolo titolare di patente di guida di categoria B o superiore conseguita precedentemente al 01/10/2003 che consegua solo successivamente una patente di guida di categoria A non è mai considerato "neopatentato", neanche se l'infrazione per la quale è prevista la decurtazione dei punti è commessa alla guida del veicolo per il quale è richiesto il possesso della patente di categoria A avvenga nei primi tre anni dal conseguimento della patente di tale categoria.
- Al conducente di veicolo titolare di patente di guida di categoria B rilasciata precedentemente al 01/10/2003 che consegua solo successivamente una patente di guida di categoria superiore non è mai considerato "neopatentato", e pertanto non gli si applica, per i primi tre anni, il raddoppio della decurtazione dei punti dalla patente. Anche se l'infrazione è commessa alla guida di un veicolo per il quale è richiesta la patente di categoria superiore alla B.

6. L'identificazione del trasgressore
La decurtazione dei punti dal documento di guida del trasgressore che ha commesso l'infrazione.
Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato ad uno dei soggetti indicati nell'articolo 196 dello stesso Codice della Strada, quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento.
Unitamente al verbale, all'obbligato in solido viene trasmesso anche un invito a declinare i dati personali e della patente di chi era alla guida al momento dell’infrazione entro un termine perentorio di sessanta giorni dalla notifica dell'atto.
Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all'organo di polizia che procede.
Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi del citato articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornire i dati relativi al conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 284,00 a euro 1.133,00.
In mancanza della comunicazione da parte dell'obbligato in solido che identifica il conducente del veicolo responsabile dell'infrazione, la decurtazione del punteggio non è mai posta a carico dello stesso obbligato in solido.

7. La procedura per la decurtazione dei punti dalla patente di guida
L'organo da cui dipende l'agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, ne dà notizia, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata, all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. La contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi. Il predetto termine di trenta giorni decorre dalla conoscenza da parte dell'organo di polizia dell'avvenuto pagamento della sanzione, della scadenza del termine per la proposizione dei ricorsi, ovvero dalla conoscenza dell'esito dei ricorsi medesimi.
Il personale di polizia stradale che opera in fase di accertamento e contestazione di infrazioni del codice della strada non ha l’obbligo di riportare nel verbale i punti che dovranno essere successivamente sottratti.
L’omissione di tale indicazione non rende annullabile il verbale perché gli organi di polizia stradale sono tenuti a verbalizzare solo le sanzioni che possono applicare direttamente.
La decurtazione dei punti (art. 126 bis C.d.S) non rientra tra queste, essendo demandata al Ministero dei Trasporti (Anagrafe Nazionale degli Abilitati alla Guida).
In questi casi, il trasgressore potrà impugnare il provvedimento del Ministero dei Trasporti in sede amministrativa (T.A.R.).

8. La procedura per la decurtazione dei punti dal Certificato di Idoneità per la Guida dei Ciclomotori
La procedura illustrata per la patente, si applica altresì al Certificato di Idoneità per la Guida dei Ciclomotori anche se il riferimento per quest'ultimo non è previsto espressamente nel testo dell’art. 126-bis, bensì dall’art. 219 bis CDS.
La decurtazione di punti è possibile solo quando la violazione amministrativa che la prevede è commessa da un conducente maggiorenne, in quanto il minore di età non è assoggettabile alle sanzioni amministrative.
Dal 19.01.2013 il C.I.G. non viene più emesso in quanto, da tale data, è in vigore la patente di guida categoria AM.

9. I conducenti professionali
Qualora l'infrazione che prevede la decurtazione dei punti dal documento di guida interessi un conducente in possesso  della C.Q.C.  o del CAP di tipo KA o tipo KB nello svolgimento della propria attività lavorativa ed in relazione al veicolo condotto, il punteggio non si decurta alla patente di guida, ma esclusivamente ai titoli abilitativi professionali posseduti.

10. La procedura per la decurtazione dei punti dalla Carta di Qualificazione del Conducente o del Certificato di Abilitazione ProfessionaleC.Q.C. o C.A.P.)
La procedura illustrata per la patente, si applica altresì alla Carta di Qualificazione del Conducente o al Certificato di Abilitazione Professionale.
Al rilascio del titolo abilitativo professionale, allo stesso è assegnta una dote iniziale di 20 punti che possono subire una o più decurtazioni a seguito di violazioni accertate che prevedono la decurtazione dei punti sulla patente. In tal caso, così come previsto per la patente di guida, il punteggio iniziale viene completamente ripristinato se, nei due anni dall’ultima violazione accertata che comporta perdita di punteggio sulla carta stessa, il titolare non commetta altre violazioni alla guida di un veicolo che richiede il possesso del titolo abilitativo professionale posseduto; inoltre beneficia dell’incremento di 2 punti ogni due anni (con un massimo di 30 punti), se non commette violazioni alla guida di veicoli che richiedono il possesso del documento abilitativo professionale.
Si applicano le regole relative al raddoppio della decurtazione del punteggio qualora le violazioni che la prevedono siano commesse da conducenti neopatentati.
In tal caso, però, è bene ricordare che il requisito di neopatentato va riferito alla data di rilascio della patente di guida e non a quella della C.Q.C. o del C.A.P., così che il raddoppio della decurtazione del punteggio ai titoli abilitativi professionali si applica solo quando il trasgressore ha conseguito la patente di guida da meno di 3 anni, mentre a nulla rileva la data di conseguimento della C.Q.C. o del C.A.P..

11. La comunicazione dell'avvenuta decurtazione
Una volta definita la procedura di cui al punto 7), il Ministero dei Trasporti, sulla base della decurtazione registrata e senza entrare nel merito dell'operato degli organi di polizia, comunica l'avvenuta riduzione di punteggio con una lettera inviata al domicilio degli interessati.

12. Il "bonus"
Quando nel corso di un biennio non vengono commesse infrazioni che comportano la decurtazione dei punti, il documento di guida viene incrementato di 2 punti, fino a raggiungere un massimo di 30 punti.
Qualora nel biennio trascorso il titolare della patente di guida commette un'infrazione per la quale è prevista la decurtazione di punti, ma questa comunicazione è trasmessa al DTT dopo che l'Ente ha accredito al titolare del documento il "bonus", questo viene decurtato unitamente ai punti relativi all'infrazione commessa.


13. Reintegrazione dei punti persi
Presupposto fondamentale per reintegrare i punti persi, è che il credito non sia andato completamente esaurito.
Attraverso appositi corsi, è possibile il recupero di:
 - 6 punti per i titolari di patente di guida di categoria A; B; BE e sottocategoria A1;
 - 9 punti per i titolari di patente di guida di categoria C; CE; D; DE; CAP tipo KA e tipo KB.
E' possibile tentare il recupero dei 6 o 9 punti solo dopo la comunicazione dell'avvenuta decurtazione.
La riacquisizione dei punti avviene solo dopo un esame finale da tenersi al termine del corso da tenersi presso le scuole guida o presso soggetti pubblici o privati da identificarsi con apposito Decreto Ministeriale.
Il corso per il recupero di 6 punti hanno durata complessiva di 12 ore, distribuite in 6 giorni e dalla durata di 2 ore cadauna, mentre quello per il recupero di 9 punti hanno durata complessiva di 18 ore, distribuite in 9 giorni e dalla durata di 2 ore cadauna.

14. Esame di idoneità tecnica
La perdita di tutti i punti dalla patente di guida impone, al titolare della stessa, di sottoporsi ad un esame di idoneità tecnica, così come disposto dall'articolo 128 del vigente C.d.S..
Allo stesso esame deve sottoporsi anche chi, dopo la chiusura del procedimento che comporta la decurtazione di 5 punti dalla propria patentente di guida, commette altre due violazioni (anche non contestuali) nell'arco di 12 mesi dalla data della prima violazione, ognuna delle quali comporti una decurtazione di almeno 5 punti.
Per colui che non si sottopone all'esame di idoneità tecnica, è prevista la sospensione della patente di guida a tempo indeterminato.
Nel caso di mancato superamento dell'esame, invece, la patente di guida è revocata.
Stesso procedura vale per la perdita di tutti i punti dalla Carta di Qualificazione del Conducente o del Certificato di Abilitazione Professionale, tranne che la revisione del titolo abilitativo professionale non estende i suoi effetti alla patente di guida dell'esaminato.

15. Esaurimento dei punti e revisione della patente di guida. Ricorso avverso il provvedimento
All'esaurimento totale dei punti, l'U.M.C. dispone la revisione della patente di guida, notificando al titolare del documento il provvedimento, secondo quanto disposto dall'articolo 201 comma 3 del Codice della Strada.
Detto provvedimento è un atto definitivo, e come tale non è previsto ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, ma solo al T.A.R. o al Capo dello Stato.
Entro trenta giorni dalla notifica della disposizione relativa alla revisione della patente di guida, il titolare deve adempiere al provvedimento anche se, nel frattempo, può tranquillamente continuare a circolare in quanto il documento resta sempre valido.
Trascorsi inutilmente i trenta giorni senza che il titolare si sottoponga all'esame, o ometta di prenotarlo, la patente di guida viene sospesa a tempo indeterminato, previa notifica del provvedimento al diretto interessato.
Il documento di guida viene ritirato dagli organi preposti e depositato presso i propri uffici, in attesa di comunicazioni da parte dell'U.M.C.
In caso di superamento dell’esame, sulla patente vengono riassegnati i 20 punti iniziali.

16. Le patenti straniere
La decurtazione del punteggio interessa i titolari:
- di patente di guida rilasciati dai paesi U.E.
- di patente di guida rilasciati dai paesi extra U.E.
anche nel caso in cui il cui titolare non sia residente o non ne abbia fatto richiesta.
Le patenti di guida rilasciate dagli Stati membri dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo sono equiparate alle corrispondenti patenti di guida italiane, ai medesimi si applicano le sanzioni previste per i titolari di patente italiana.
Alle patenti di guida rilasciate da Stati dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo riconosciute dall'autorità italiana, si applica la disciplina dell'articolo 126-bis.
In tal caso, però, l'unico provvedimento eventualmente possibile da adottare nei confronti del titolare della patente, sarebbe quello della interdizione alla conduzione di veicoli per il quale è richiesta la patente di guida sul territorio italiano.
Il conducente straniero che in Italia ha subito la perdita totale di 20 punti dalla sua patente di guida, non può condurre veicoli nel nostro Paese per un periodo di tempo pari a quello occorso per commettere le violazioni che hanno comportato la perdita dei 20 punti i 20 punti.
Detto provvedimento, emesso dalla Prefettura competente ove è stata commessa l'ultima violazione che ha comportato la perdita totale di 20 punti è un atto definitivo, e deve essere notificato al titolare del documento di guida nei termini previsti dall'articolo 201 del vigente C,d,S..
La circolazione durante il periodo di inibizione alla guida è punito con le sanzioni di cui al comma 6 dell'art. 218 CDS anche se, in tal caso, invece della revoca della patente di guida, è disposta un'ulteriore inibizione alla guida per un periodo di 4 anni.

17. Conoscere il saldo dei punti sulla propria patente di guida
Chiunque sia titolare di un documento abilitativo alla guida indicati al punto 11), può controllare in tempo reale il saldo dei propri punti.
Per farlo è sufficiente chiamare da un telefono fisso il numero 848782782, attivo 7 giorni su 7 al costo di una telefonata urbana.

18. La giurisprudenza
Da quando nel vigente Codice della Strada è stato aggiunto l'articolo 126-bis col DLG 15/1/2002, n. 9 (la cui entrata in vigore, fissata inizialmente per il 01/01/2003 e poi prorogata al 30/6/2003 dal DL 25/10/2002, n. 236 convertito con modificazioni nella Legge 27/12/2002, n. 284), numerose sono state le sentenze della Corte Costituzionale e della Suprema Corte.
Di seguito si riportano le più significative:

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 13126 del 08/06/2009
Circolazione stradale - Artt. 126-bis e 180 del Codice della Strada - Omessa comunicazione dati del conducente di un veicolo aziendale – Il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che di terzi, è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell'eventuale incapacità d'identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni.

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 10162 del 30/04/2009
Circolazione stradale - Artt. 126-bis e 180 del Codice della Strada - Il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell'eventuale incapacità d'identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull'affidamento in guisa da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l'identità del conducente.

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 9852 del 24/04/2009
Circolazione stradale - Art. 126-bis del Codice della Strada - Gli eventuali “giustificati motivi” esimenti l’obbligo di comunicare i dati del conducente di un veicolo possono rilevarsi solo quando si dimostri di avere fatto tutto quanto dovuto per tenersi informato delle generalità e dei dati della patente dei conducenti degli autoveicoli di sua proprietà. La complessità dell'organizzazione aziendale, il lasso di tempo trascorso o l'elevato numero dei dipendenti sono motivazioni insufficienti ed inadeguate.

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 9847 del 24/04/2009
Circolazione stradale - Artt. 126-bis e 180 del Codice della Strada - Obbligo di fornire gli estremi del conducente alla guida del veicolo aziendale - l’obbligo di cui all’articolo 126-bis del codice della strada non può essere eluso adducendo la difficoltà di individuazione del soggetto che ha utilizzato il veicolo. Nell'ambito di un'attività correttamente organizzata, l'uso dei veicoli normalmente risulta dai turni di servizio. In aziende di piccole dimensioni spetta al proprietario del veicolo tener nota dell'utilizzo dei veicoli da parte di terzi, adottando gli opportuni accorgimenti.

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 9407 del 21/04/2009
Circolazione stradale - Artt. 180 e 126-bis del Codice della Strada - Il proprietario del veicolo, in quanto responsabile della circolazione dello stesso nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l'identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, ed a rispondere dell'eventuale incapacità d'identificare detti soggetti. Neanche la circostanza che il datore di lavoro avesse alle sue dipendenze una pluralità dei dipendenti lo assolve da detto obbligo.

Corte di Cassazione Civile, sezione terza - Ordinanza n. 7715 del 30/03/2009
Circolazione stradale - Art. 126-bis del Codice della Strada - Il verbale di accertamento che non contenga indicazione dei punti da sottrarre ex art 126 bis, è comunque valido in quanto costituisce un semplice preavviso della successiva sanzione della decurtazione di punti, che può essere impugnata in altra sede.

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 3745 del 16/02/2009
Circolazione stradale - Artt. 186 e 126-bis del Codice della Strada - Rifiuto di sottoporsi all’accertamento del tasso alcolemico al fine di stabilire l'eventuale guida in stato d’ebbrezza - Insussistenza dell'ipotesi del concorso apparente di norme - In relazione alla sanzione riferita alla decurtazione dei punti dal documento di guida, vanno sanzionate entrambe le ipotesi di cui ai commi 2 e 7 del citato articolo, applicandosi la somma delle decurtazioni dei punti previste per ciascuna di esse (dieci più dieci).

Corte Costituzionale - Ordinanza 341 del 10/10/2008
Circolazione stradale - Art. 126-bis e 148 del Codice della Strada - Patente a punti - E' manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 126-bis del C.d.S. in riferimento alla tabella dei punteggi, in relazione alla presunta violazione del principio di uguaglianza (articolo 3 della Costituzione) e irragionevolezza della norma per la presunta maggiore severità nella decurtazione dei punti con cui è punito il comma 11 (sorpasso al semaforo), rispetto al comma 14 dell’articolo 148 (sorpasso da parte di mezzi pesanti dove vietato).

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza n. 16963 del 20/06/2008
Circolazione stradale - Artt. 126-bis, 204-bis e 210 del Codice della Strada - Ricorso avverso la sola sanzione accessoria non pecuniaria conseguente a sanzione amministrativa pecuniaria - L'opposizione può essere promossa dal ricorrente anche soltanto avverso la sanzione accessoria, purchè non sia avvenuto il previo pagamento in misura ridotta. In sede di opposizione sarà possibile che l'interessato esplichi ragioni di opposizione relativamente soltanto alla sanzione accessoria.

Corte Costituzionale - Ordinanza 204 del 13/06/2008
Circolazione stradale - Art. 126- bis del Codice della Strada - Eccessiva severità nella decurtazione dei punti - Insussistenza della incostituzionalità della norma in relazione agli artt 2 e 3 della Costituzione causa l'irragionevolezza di alcune sanzioni - L'individuazione delle condotte punibili, la scelta e la quantificazione delle relative sanzioni, rientrano nella discrezionalità del legislatore.

Corte di Cassazione Civile, sezione seconda - Sentenza 3948 del 18/02/2008.
Circolazione stradale - Artt. 126-bis; 203 e 204-bis del Codice della Strada - Ricorsi - Il pagamento della sanzione pecuniaria da parte del proprietario del veicolo coobbligato in solido non deve precludere, all'autore della violazione, il ricorso quando è prevista la sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida.

Corte Costituzionale - Ordinanza 71 del 09/03/2007
Cicolazione stradale - Art. 126-bis del Codice della Strada - Patente a punti e decurtazione punteggio - Non sussiste incostituzionalità della norma che stabilisce la decurtazione del doppio dei punti per i neopatentati.

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